1 novembre 2024 ore 10:33

Se dovessi descrivere novembre con una sensazione fisica, sicuramente userei l’immagine di un pugno nello stomaco. Negli ultimi anni, infatti, il 1° novembre ha sempre suggellato l’inizio del mio “seasonal blues: il freddo che incurva le spalle, il buio che inghiotte le lunghe e monotone giornate, il tutto condito con quella sensazione di nulla e di vuoto tipica di questo periodo che non sa assolutamente di niente. Perché novembre per me si colloca subito dopo la fine della fine dell’estate (che corrisponde a tutta la durata del mese di settembre) seguita da ottobre (il mese del mio compleanno) e prima di dicembre. The most wonderful time of the year, Natale, tutte quelle manfrine lì, no? E, nonostante, ormai novembre sia diventato una lunghissima finestra temporale di attesa delle festività, per me no, ha sempre significato l’inizio del buio (che c’entri o meno con il ritorno alla maledetta ora solare che di solare non assolutamente ha niente).

Quest’anno, però, ho deciso di dargliela una chance a questo novembre, e al famoso aforisma che recita “l’attesa del piacere è essa stessa piacere” (e non parlo solo del Natale). E poi, caro novembre, mi rivolgo proprio a te: se inizi con un giorno rosso sul calendario, per giunta di venerdì, diciamo pure che ti piace vincere facile. Il problema sono i restanti 29 giorni del mese che, spesso, non sono poi tutto questo Carnevale di Rio.

Eppure, quest’anno me lo sento: novembre sarà proprio diverso, probabilmente intenso (il che non esclude potenziali sentimenti negativi). Quest’anno, novembre, mi regala le farfalle nello stomaco. Speriamo solo non siano falene, ecco…

That’s life” canterebbe Frank Sinatra, ed è questo il mantra con cui voglio trascorrere questo mese e l’inizio della fine di questo 2024 che sicuramente è stato tutto tranne che noioso.

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