Negli ultimi anni, il panorama enologico ha visto emergere tendenze che rompono gli schemi tradizionali, attirando l’attenzione di curiosi e neofiti, da un lato, e facendo storcere il naso agli appassionati più tradizionalisti, dall’altro. Tra queste, gli orange wine e i prodotti dealcolati si stanno affermando come fenomeni che, per semplice vezzo o per esigenze specifiche, ridefiniscono inevitabilmente il modo in cui il vino viene percepito, consumato e apprezzato in Italia oggi.
Orange wine: un tuffo nel passato per guardare al futuro
Il primo aspetto che attira l’attenzione negli orange wine è proprio il colore aranciato e ambrato ottenuto tramite la vinificazione delle uve bianche con una lunga macerazione sulle bucce. Tuttavia, non è solo al colore che viene attribuito il successo di questa tipologia di vini.
Non si tratta di una novità in senso assoluto, in quanto gli orange wine rappresentano una riscoperta di antiche pratiche vinicole diffusa recentemente a livello mondiale grazie a produttori più attenti alla viticoltura biologica e biodinamica. La sempre maggiore attenzione e sensibilità verso questi temi ha, quindi, portato alla ricerca da parte dei consumatori di un prodotto che rispecchi questi standard qualitativi ed etici.
Non solo bio, gli orange wine sono, infatti, apprezzati anche per il loro bouquet sorprendente – composto da note di frutta secca, spezie e sentori ossidativi – e per la struttura più simile a quella dei vini rossi, distinguendoli dai vini bianchi convenzionali.
Se dealcolati, attenzione a chiamarli “vini”
All’estremo opposto (o all’esterno?) del ventaglio enologico, troviamo i dealcolati che stanno guadagnando consensi in un contesto che premia il benessere e la moderazione. Con un consumo di alcol in calo in molti paesi e un interesse crescente per opzioni più salutari – soprattutto da parte delle nuove generazioni -, i dealcolati rispondono a una domanda specifica: quella di poter godere del piacere di una bevanda come il vino senza gli effetti dell’alcol.
Ma in che cosa consiste la dealcolazione? Si tratta di un processo che rimuove o riduce significativamente l’alcol dal vino, promettendo di mantenere le caratteristiche organolettiche e il gusto originali. Nonostante lo scetticismo dei più tradizionalisti e degli esperti del settore, sono già molti i produttori che hanno deciso di accettare la sfida proponendo prodotti dealcolati senza sacrificare l’esperienza sensoriale.
Se fino a pochi anni fa i dealcolati erano, dunque, considerati una curiosità di nicchia, oggi la tecnologia ha permesso di migliorare notevolmente la qualità di questi prodotti. Marchi prestigiosi e startup innovative stanno investendo in questa categoria, proponendo alternative che spaziano dai classici rossi e bianchi fino agli spumanti. Restano, tuttavia, fuori da questa categoria i vini a denominazione DOC, DOP, DOCG e IGP che, da disciplinare, non potranno diventare dealcolati. Possiamo, quindi, tirare (forse) un sospiro di sollievo…
L’evoluzione del mondo del vino
Pur essendo agli antipodi per filosofia e obiettivo, gli orange wine e i dealcolati condividono un elemento chiave: la necessità di rispondere alle esigenze di un pubblico in evoluzione. Da un lato, gli orange wine attirano chi cerca autenticità, sostenibilità e un ritorno alle origini; dall’altro, i prodotti “zero-alcol” conquistano chi preferisce opzioni compatibili con uno stile di vita moderno e salutare. Entrambi i trend dimostrano come il mondo del vino sia in grado di reinventarsi, accogliendo diversità e innovazione senza perdere di vista la qualità e la tradizione.
Ciò che, sicuramente, resta a mio avviso fuori da ogni dubbio è che il prodotto dealcolato, proprio perché senza alcol, non può certamente rientrare nella categoria “vino” in quanto viene meno una delle sue caratteristiche principali: la fermentazione alcolica. Mi sono sempre chiesta se questa bevanda fosse qualcosa di molto vicino a un semplice succo di uva. Per dare una risposta a questa mia domanda ho ceduto alla tentazione e ho assaggiato uno “spumante” dealcolato. La sensazione è esattamente quella di stare bevendo un analcolico alla frutta frizzante, stile Schweppes. Senza troppi giri di parole: per me, un grande no.
